Il culto di Sant'Antonio Abate è ancora molto radicato in Abruzzo ed è particolarmente diffuso nelle zone rurali e nei borghi di montagna.
Sant'Antonio Abate ha rappresentato una delle figure principali della religiosità popolare.
Venerato come protettore degli animali, viene invocato per la salute del bestiame domestico e del corpo, specialmente contro il "fuoco di Sant'Antonio".
Per la cultura contadina la sua festa apre il ciclo dell'anno ed è ancora un giorno fondamentale del calendario, che indica oltre ai giorni dell'anno anche le opere da compiere e i lavori da eseguire nelle campagne.
Lo spirito di questa antica festa, che si ricollega alle altre feste abruzzesi di fuochi invernali, prima o dopo il solstizio d'inverno, ancora vive.
Gli anni che passano e la modernità che lotta con le tradizioni.
Ma il giorno del Santo continua ad esser un "giorno di fuochi", e la memoria che vince l'oblio torna a raccontare ai più piccoli e a ricordare ai più anziani, usi e costumi delle comunità di un tempo, perché non se ne smarrisca definitivamente il significato e la bellezza.
Anche quest’anno, rinnoviamo l’antica consuetudine della festa di S.Antonio Abate, con la distribuzione alle famiglie del “pane benedetto“ e del “lummitto“ di maiale, che conserva simbolicamente - ancor oggi - tutto il senso di solidarietà sociale, vicinanza e appartenenza comune tra tutti i fonticulani.
La catasta di legna è ormai pronta per essere "appicciata" a scaldare ed illuminare Piazza del Popolo, vi aspettiamo numerosi!
La storia racconta...

