L'itinerario
Le strade, soprattutto quelle di campagna, le cosiddette interpoderali, necessarie per raggiungere i campi, sono spesso dei percorsi da non sottovalutare sotto l’aspetto paesaggistico. Infatti in molti casi, fra cui quello proposto, la strada sterrata o asfaltata, anche se a prima vista può sembrare monotona, consente una lettura del territorio agrario nuova ed interessante.
Descrizione del percorso
L’itinerario, particolarmente comodo ed adatto anche per famiglie con bambini al seguito, prende l’avvio dal Convento di S. Francesco e si snoda in direzione nord-ovest lungo una via interpoderale, molto poco frequentata dai veicoli a motore che solo occasionalmente potranno disturbare il cammino. La strada, di recente asfaltata per ridurre il sollevamento della polvere, ha mantenuto inalterata la propria dimensione e le proprie caratteristiche.
L’ambiente che si attraversa è essenzialmente quello agricolo, con campi coltivati ad orzo, foraggio, patate, in piccoli appezzamenti geometrici e variegati che ricordano, in una visione dall’alto, una grande coperta “patchwork” distesa sul tratto di valle. La facilità del cammino, i caldi colori dei campi, mutevoli a seconda della stagione e del tipo di coltivazione, rendono tale itinerario particolarmente adatto per chi vuole godere in pieno la serenità e la tranquillità che la campagna suggerisce.
Gli appassionati della flora spontanea, percorrendo l’itinerario in primavera e in ogni caso prima della mietitura e dello sfalcio, avranno modo di apprezzare numerose specie infestanti, che, poco gradite all’agricoltore come competitrici in spazio ed in nutrienti con le colture, sono divenute rare in alcune zone agrarie dell’Italia, a causa del massiccio uso dei diserbanti chimici. Papaveri, fiordalisi, gittaioni, senape, ranuncoli e tante altre piante, note a tutti perché legate ai ricordi dell’infanzia di chiunque abbia avuto anche un minimo di contatto con la campagna, rallegrano la monotonia nel campo coltivato e sono senz’altro segnale di un tipo di coltivazione biologica, oggi particolarmente apprezzata.
Il percorso tra i campi, dopo aver incrociato la strada che collega la S.S. 261 con S. Pio di Fontecchio, prosegue ancora per circa 600 metri fino a ricongiungersi con la strada per Frascara e Castello di Fagnano. Seguendo quest’ultima, dopo un tornante, si arriva al borgo medievale. Un’alternativa più interessante è quella di attraversare interamente il paese di Frascara e prendere il sentiero, prosecuzione ideale della strada che in circa 250 metri conduce alle prime case di Castello.
Il paese sorge sul sito occupato dall’antico Castello di Retenga, già abitato dal periodo italico. Le attuali opere di difesa sono da far risalire a rifacimenti quattro-cinquecenteschi cioè di quei secoli in cui il castello subì distruzioni e restauri fra cui anche quella di Braccio da Montone nel 1425, prima del definitivo abbandono avvenuto nella seconda metà del cinquecento. La struttura fortificata ancora ben visibile, ha forma vagamente ellissoidale e conteneva al suo interno una chiesa, ormai ridotta a rudere, dedicata a S. Pietro.
Appena fuori dalla cinta muraria e facente parte di un’espansione esterna di questa si trova la Chiesa di S. Maria costruita nel 1551, ma giunta a noi in forme barocche.
Nel borgo, pur nell’inevitabile abbandono, si respira un’atmosfera che ci fa tornare indietro nel tempo; purtroppo però l’enorme antenna radiotelevisiva, situata nel cuore della fortificazione e visibile ovunque nella vallata, riporta tutti bruscamente alla realtà.

