A nord-est di Fontecchio, isolato rispetto al nucleo abitato, si posiziona uno dei tre conventi presenti sul territorio comunale: il Convento dei Cappuccini.
Risalente al XV sec. è nel XVII che acquista importanza e potere, ma nel 1800, con la soppressione di numerosi conventi da parte delle leggi napoleoniche, viene abbandonato e da allora non più abitato.
Allo stato attuale si presenta ridotto ormai completamente a rudere sia nella grande chiesa, sia nel convento, e nulla lascia prevedere un suo recupero. La lettura degli elementi rimasti consente di individuare un piccolo chiostro intorno al quale si colloca il corpo conventuale e sul quale, verso ovest, prospetta la chiesa. Quest'ultima dedicata a S. Maria della Misericordia, si presenta con una facciata a coronamento orizzontale posta su di un'ampia scalinata in pietra racchiusa da alti muri, un portico, formato da due grossi archi a sesto leggermente ribassato, nascondono l'ingresso alla chiesa ed al convento. Il portale della chiesa è formato da piedritti e architrave in pietra e reca la data del 1593 con una scritta che recita: Misericordie-Matri-Universitas-Fonticuloru-P-D-O. Sulla destra di questo si apre un piccolo portale in pietra con arco a tutto sesto che immette nel convento.
L'interno della chiesa è completamente ricoperto di macerie dalle quali spuntano pezzi di pietre lavorate e conci d'arco che meriterebbero senz'altro migliore collocazione; ad unica aula presenta due cappelle a sinistra dell'ingresso ed un locale ancora voltato.
Sulla destra della chiesa si accede, attraverso un atrio ancora voltato, al chiostro che conserva ancora il pozzo ed alcuni elementi lapidei a livello pavimentale; inrono al chiostro sono leggibili ancora una serie di locali che, soprattutto al piano terra ed al seminterrato, mostrano volte a botte in pietra non completamente crollati. Le condizioni del monumento sono tali che una visita all'interno dello stesso è attualmente sconsigliabile e si raccomanda di effettuare eventualmente foto solo all'esterno senza avvicinarsi troppo alle fatiscenti murature.

