Sulla strada che dalla Piazza del Popolo si dirige verso la Stazione di Fontecchio, a circa metà percorso, troviamo i ruderi di Santa Maria della Vittoria. Costruita sui resti di un tempio pagano dedicato a Giove, fatto erigere da una nobile famiglia romana stabilitasi nella Valle dell'Aterno nel I sec d.C., la Chiesa di Santa Maria è la testimonianza inconfutabile della continuità venerativa che determinati luoghi assumono e che poi mantengono anche con l'avvento di religioni dai culti completamente diversi (pagano e cristiano). La tradizione vuole che la chiesa primitriva fosse dedicata a San Pietro e fosse la parrocchiale del piccolo borgo omonimo che partecipò nel XI sec. alla costruzione di Fontecchio; nel 1648 la chiesa subì notevoli danni da parte delle truppe del capitano Quinzi che assediava il sovrastante paese e fu proprio la vittoria che i fonticulani riportarono su questi che determinò la ricostruzione della chiesa ed il suo cambiamento di nome in Santa Maria della Vittoria. L'edificio si presenta con un' unica aula rettangolare con grandi finestroni sulle pareti laterali e con facciata a coronamento orizzontale molto slanciata. Il tetto è completamente crollato così come le coperture e parte delle murature degli annessi locali presenti sul prospetto posteriore ed ai lati della zona presbiteriale. I lavori di scavo e di restauro della chiesa, attualmente in atto, hanno evidenziato alla base dell'edificio un basamento di epoca romana perfettamente conservato sul quale, in epoche successive, è stata impostata d'apprima un'accurata muratura in blocchetti di pietra squadrata, su questa una muratura più caotica e meno curata, riconducibile ad un primo ampliamento della chiesa, ed infine, su quest'ultima, l'elevazione riferibile al XVII sec.
All'interno ed all'esterno della muratura della chiesa si trovano inserite numerose pietre scolpite con iscrizioni ed incisioni; particolarmente importante è l'epigrafe trascritta dall'archeologo De Nino che ha consentito di individuare l'origine del toponimo Fagnano corrispondente all'attuale vicino omonimo abitato. Non è improbabile che gli attuali lavori di scavo portino alla luce nuovi reperti che ci consentano di chiarire ulteriormente le origini del tempio e dei centri che vi gravitavano.

